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Set 032019
 

Giacomo suonava nei più importanti teatri

e per la gioia degli amici alle feste

amava Liszt, Beethoven, Debussy

e ora è prigioniero a Treblinka

ogni giorno senza posa nel grande cortile suona

una musica dolce che stringe nel petto anime spente,

sono scarnite le sue dita, è stracciata la sua divisa a righe

non guarda avanti, ciò che passa sa che non ritorna

suona triste un’allegra canzone in un ripetuto assolo,

accarezzando i tasti bianchi e neri della sua pianola

sente la morte che infame si dipana.

Così quando arriva la notte c’è il silenzio della paura

nelle mani che sanguinano un infinito bacio di dolore

non ci sono pensieri che superano il filo spinato,

oltre la finestra una falce di luna illumina la neve

che copre i corpi, i volti dei bambini

incisi come graffi sul cuore

non dorme mentre si perde nel tormento

aspetta l’alba nel peso di mille purpuree farfalle

non c’è pace, né guerra

c’è solo quell’odore che si infila dentro

e la voce di Dio rimane fissa nella testa.

Ogni giorno le sue mani suonavano

all’arrivo del treno, mentre stanchi spettri

di un palpabile scempio scendevano

battono su quei tasti il dolore,

l’arroganza, l’odio, l’asfissia della vita

per l’ombra che cade sui fantasmi di domani,

le vite sono vento che scompare nell’ombra di una stella

mentre solo la neve che scende rimane.

 © Roberto Colonnelli

IL CARNEVALE AQUESIANO

 Roberto Colonnelli  Commenti disabilitati su IL CARNEVALE AQUESIANO
Mar 022019
 

Ad Acquapendente Saltaripe è tornato
coi suoi colori dell’arcobaleno
di musica e risate si è abbigliato
e dove era grigio adesso è sereno.

Sghignazza felice per tutto il paese
con stretta in mano dell’orologio la torre,
è lui il protagonista di questo mese
che fra danze e balli placido scorre.

E’ Carnevale, scherzo e allegria
quando il tempo per un poco si ferma
quando tra risate e giochi di acrobazia
la voglia di vivere si riconferma.

Tutti per le strade, tutti a ballare
ad Acquapendente esplode la festa
è tempo di gioia, tempo d’amare
tutti per strada, i bambini in testa.

Passano così queste ore felici
spensierati si segue questo grande spettacolo
almeno per un giorno si è tutti amici
questo di Acquapendente è il vero miracolo.

© Roberto Colonnelli

Prefazione – Ponti di Parole – a cura di Isabella Gambini

 Prefazioni a me  Commenti disabilitati su Prefazione – Ponti di Parole – a cura di Isabella Gambini
Feb 132019
 

La bellezza è un valore che può dare energia alla vita e l’incontro con le poesie di Roberto Colonnelli sprigiona la bellezza nella sua forma più alta di rigenerante vitalità. La prosa, per sua natura, tende alla razionalizzazione, all’analisi, alla categorizzazione del concetto. La poesia, al contrario, è emozione pura che erompendo dall’anima del poeta, arriva a quella del lettore, generando a sua volta nuove emozioni. Questa magica alchimia viaggia sui binari delle parole, strumenti potentissimi, che possono unire e dividere, costruire e distruggere, dice il poeta aquesiano proprio nel primo verso della poesia che da il nome all’opera: “Ho visto ponti di parole/ spargere il vento gelido dell’inverno/ spegnendo la primavera/ nel cuore di un bambino…. I versi diventano in questo modo ponti tra universi distinti e separati, capaci di parlare lo stesso linguaggio. Una stessa lirica rivive, si trasforma e si plasma, ogni volta che approda nell’interiorità di chi la fa propria. E questo è il prodigio dell’arte. È impossibile leggere le opere di Roberto Colonnelli e non sentire l’intimo desiderio di esprimere ciò che i suoi versi riescono ad evocare. Un po› come è accaduto all’autore stesso quando dall’incontro con altri poeti – da Baudelaire ad Alda Merini e Pierpaolo Pasolini, da Federico García Lorca a Pessoa -, ha tratto il sentimento che ha dato vita ad alcune bellissime liriche contenute in questo volume. “Ponti di parole” è un’opera che unisce le sponde della profondità e della leggerezza. Ogni volta, l’animo del poeta sfiora l’intensità del presente e compie il prodigio innalzandosi oltre il livello della concretezza, ampliando la prospettiva, a volte ribaltandola. Sempre e comunque spezza il velo delle apparenze ed offre una visione diversa, quella della speranza. “È la vita che hai dentro – scrive in “Fare Poesia” – che ti porta a fare poesia/ ma non c’è via se non porti nelle tue tasche/ l’essenza profonda della realtà/ attraverso il disordine dei sensi (…)”. L’autore nella silloge affronta temi diversi, immergendosi, di volta in volta, in ciò che la vita vissuta gli pone dinanzi. Nelle rime del poeta ritroviamo il mistero dell’amore – quella forza istintiva che tutto muove e a tutto dà un senso, in “Lei è lei”, tanto per citarne una, erompe un sentimento disarmante “Lei non è perfetta,/ ma lei è lei/e ogni volta mi fa innamorare/un po’ di più”-, la sfida mai scontata della genitorialità, “Tu mettici il cuore”, “Io e te”, “In questo mondo che gira”, “Negli occhi di mia madre” aprono infatti una finestra sul sottile filo rosso che lega genitori e figli, trasformando il presente in eternità. Anche la famiglia fatta di legami di sangue e d’amore è presente in moltissime opere di Colonnelli, ma nella sua poesia esiste anche una famiglia più grande, quella che unisce ciascuno al resto dell’umanità, soprattutto all’umanità che soffre. Assordante il grido che emerge da “Abbraccio impotente di dolore”, dedicata al dramma del terremoto di Amatrice – “L’alba che nasce/ senza più forza/ cerca nel giorno/ tra macerie e rovine/ un ‘anima salva tra centinaia di morti”-. Così come struggente empatia promana dalle liriche dedicate ai temi sociali, come “Aidha”, “Il diritto di essere bambino”, “Auschwitz”, “Crisalide d’argento (poesia per un bimbo mai nato)”, “Non attendere la vita… ”. Consapevolezza e speranza, dolore e voglia di vivere. Ogni verso è un grido assordante e allo stesso tempo un invito a bere a piene mani alle sorgenti della vita, a volare alto e a scegliere la libertà, perché come dice il poeta: “(…) È proibito non amare. È proibito o forse sarebbe un peccato se non dessi la poesia al mondo. È il mio regalo. È la mia libertà(…)

Isabella Gambini – Intermedia Edizioni

 

Postfazione di Patrizia Cirulli

 I miei Libri, Patrizia Cirulli  Commenti disabilitati su Postfazione di Patrizia Cirulli
Feb 132019
 

I colori che si incontrano in “Ponti di Parole” sono variegati e luminosi. Talvolta più scuri nella descrizione di temi dolorosi, da Auschwitz all’anoressia, dal crollo delle Torri Gemelle al tema dei migranti. C’è l’incontro con i poeti, da Alda Merini a Baudelaire, da Garcia Lorca a Pessoa. C’è l’amicizia, c’è la famiglia, ci sono i figli, c’è la madre e c’è il padre. C’è l’estate, l’inverno, il mare, la sabbia. C’è la fede. Ci sono i bambini. Anche quelli non nati. C’è l’incanto. Ci sono carezze e ci sono lacrime. Ci sono angeli e ci sono fiori. C’è la luna. Una luna meravigliosa. C’è un treno che passa e si può viaggiare. Forse anche solo con la mente. C’è il tempo. Quello che è già passato e quello che deve ancora arrivare. C’è l’odore del mosto e del vino, c’è settembre e un nonno che torna dalla vigna. Ci sono ricordi che scaldano il cuore.

Postfazione di Patrizia Cirulli, cantautrice

PONTI DI PAROLE

 Poesie  Commenti disabilitati su PONTI DI PAROLE
Ott 072018
 

PONTI DI PAROLE

Ho visto ponti di parole
spargere il vento gelido dell’inverno
spegnendo la primavera nel cuore di un bambino
e della sua estate
non sono che ceneri restate.

Ho visto ponti di parole
unire fiumi bugiardi
mentre lungo la riva, in piedi
tacevano i codardi.

Ho guardato oltre
oltre il confine delle promesse bugiarde
oltre le semplici parole distratte
oltre l’attimo che uccide
oltre il fiume di sangue che scorre
ed ho visto affacciarsi la speranza
ed accendere nel cielo grigio fumo
i colori di un arcobaleno
con dentro speranza di vita.

Ho visto ponti di parole
unire il silenzio alla notte
ed il cuore fermarsi
abbracciato al tuo abbraccio.
Ho guardato oltre e ho visto…
dove non si ode più voce né passo
la terra, l’oceano, il cielo
respirare l’amore ogni giorno
dall’alba al tramonto.

© Roberto Colonnelli

Poesia Finalista al Premio Letterario Oscar Wild 2017

 

A San Lorenzo…

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Ago 102018
 

A San Lorenzo ogni stella
fa di quella notte la più bella
e mentre il cielo si riempie di scintille
il cuore batte, il polso va a mille.

C’è un desiderio da sussurrare
un nuovo amore da poter sognare
un bacio rimasto sospeso nel vento,
così nasce la gioia in quel momento.

Il cielo si illumina, cadono le stelle
tutti attendono, non stanno più nella pelle
ogni cosa cambia forma e colore
a San Lorenzo scocca frecce l’amore.

Guarda in alto, non ti stancare
il tuo desiderio si potrà avverare,
che tu sia bianco, nero o di un altro colore
in questa notte comanda solo il cuore
e quando una stella si perde lontano
ecco il tuo desiderio, prendilo per mano!

© Roberto Colonnelli

Crisalide d’argento

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Mag 282018
 

 

Crisalide d’argento

Il silenzio, questo silenzio

ha la tua voce crisalide d’argento.

Il buio, non ha luce, freddo

sento quel freddo che taglia dentro,

mentre il silenzio si piega su se stesso

e pesa come se di tutto questo

un bambino ci chiedesse il senso.

I passi, le voci, di ferro il rumore

un camice verde ti nasconde agli occhi

ma non al cuore mentre fuori piove.

Era un giorno di scuola, sul diario scrivevo:

“nessuno mi ha chiesto il tuo nome.

Sedici anni sono pochi per ogni paura.

Per riuscire a non tremare

ho tenuto ben stretto il respiro tra i denti

per provare a disconoscerne i tormenti.”

Un camice verde che sopprime e mi spegne

nell’attesa di un’ombra che uccide

dal monitor il suono di tamburo delle tue ali

crisalide d’argento.

Silenzio, fate silenzio, questa è la sua voce

lasciatemela ascoltare, almeno un minuto

non c’è fine in un momento

rimane impresso, per sempre appeso dentro.

Alla mia anima resta aggrappata

difendi i miei rimorsi e fanne vita.

Di anni ne sono passati tanti,

ma il rimorso è sempre denso

non c’è giorno che non penso

quale futuro sarebbe stato se ti avessi accettata

farfalla silenziosa di luce ora sei diventata.

Ascolta, lo senti? Batte incessantemente

il suono di tamburo delle tue ali nella mia mente.

Sento viva la tua paura e mentre tutto tace ti chiedo perdono.

© Roberto Colonnelli

LA POESIA HA OTTENUTO I SEGUENTI RICONOSCIMENTI

1° Classificata  Concorso ” PERSEPHONE ” 2018

Premio del presidente della giuria ” Concorso Letterario  Città di Latina” 2016

Menzione Speciale  Concorso” POESIA NEL BORGO  II EDIZIONE”  Montignano 2016

PREMIO VERBUMLANDIART   ” Premio Internazionale di Poesia Pablo Neruda città di Capri ”

 

 

NEGLI OCCHI DI MIA MADRE

 Auguri e Dediche, Poesie  Commenti disabilitati su NEGLI OCCHI DI MIA MADRE
Mag 132018
 

 

NEGLI OCCHI DI MIA MADRE

Ogni volta raccogli tutte le tue forze
e con il tuo sorriso più bello ti vesti
quello che più amo sul tuo viso
quello che il tempo implacabile ci ha inciso.

Nei tuoi occhi, madre
c’è lo sguardo di una bambina
che crede ai sogni e con coraggio
riesce a fare quei pochi passi
come se fosse un lungo viaggio.

Seduta alla finestra della tua stanza
guardi scorre il tempo che passa
tra un passato che rincorri
e i sogni di una donna
che non ha più sogni ne desideri
ma solo il profumo dei ricordi.

Poi ti perdi nei discorsi,
di una foto da polvere di vita coperta
che non nasconde la sua bellezza
e la tua ultima speranza,
di poter riabbracciare il suo sposo
anche un altro solo istante
per una nuova danza.

Niente si è mai perso madre
tutto è nel tempo rimasto intatto
il silenzio di chi hai accanto
nutre d’amore ogni momento
fino a quanto soffierà il vento
e tornerà l’incanto

Ti guardo e solo ora mi accorgo che
quanta fortuna si può avere
ad avere ancora con me te,
mamma,
che sempre hai tutto donato
e mi chiedi nient’altro che
solo un po’ di tempo insieme a me

Roberto Colonnelli

Welcome back, FEBRUARY

 Poesie in inglese  Commenti disabilitati su Welcome back, FEBRUARY
Feb 072018
 

Welcome back, FEBRUARY
Welcome back
With your days to come.

Welcome back
Because on your path
You lengthen the day by an hour’s light
And a sunbeam is enough
To move from sleep
The hazel tree and the violets.

Yes, it’s FEBRUARY
And it’s the most mischievous of all months
maybe because of all of them
it remains the smallest.

FEBRUARY
The month when anything goes
Because the carnival arrives
To colour the street
In confetti, and joy
And the smile of a child
Running happy and mischievous
In his Harlequin costume.

***

Bentornato FEBBRAIO
bentornato
con i tuoi giorni che verranno.

Bentornato
perché nel tuo cammino
di un’ora di luce allunghi il giorno
e basta un raggio di sole
a far muovere dal sonno
il nocciolo e le viole.

Sì, è FEBBRAIO
ed è dei mesi è il più birichino
forse perché tra tutti
resta sempre il più piccino.

FEBBRAIO
il mese in cui ogni scherzo vale
perché arriva il carnevale
a colorare la via
di coriandoli, di allegria
e il sorriso di un bambino
che corre felice e birichino
nel suo costume da arlecchino.

© Roberto Colonnelli